In una dichiarazione rilasciata di recente, Landini ha criticato il centrodestra accusandoli di “scarsa” considerazione verso gli italiani.
Prosegue inesorabilmente il botta e risposta tra Landini e il centrodestra. Dopo le critiche al governo mosse di recente, il segretario della Cgil si è espresso anche sulla presunta considerazione che la maggioranza ha nei confronti degli italiani.
Utilizzando, come riporta Libero, toni decisamente poco edulcorati. Il sindacalista si è espresso in merito ad un’iniziativa riguardante il “No” al referendum sulla giustizia.

Le parole del segretario della Cgil
Il segretario della Cgil ha dichiarato ciò: “Sarebbe bene che questo governo non pensasse che i cittadini italiani sono un mondo di cog***i che non capiscono quello che sta succedendo, ci vorrebbe un po’ di rispetto“.
Aggiungendo poi: “Il sorteggio per i membri del Csm? E allora perché non sorteggiamo i parlamentari o i sindaci? Siamo su Scherzi a parte o siamo in un Paese serio e degno di questo nome? Questo referendum, che loro hanno voluto e che ci fa cacciare via dei soldi, non c’entra assolutamente nulla con la riforma della giustizia, che invece non vogliono fare. E lo dico a partire dai 12mila giovani che in questi anni hanno fatto funzionare la giustizia e recuperato dei ritardi e che vengono lasciati a casa, o delle migliaia di lavoratori che mancano nei gangli essenziali del funzionamento della giustizia”.
E ancora: “Il funzionamento diverso del Consiglio superiore della Magistratura ha un obiettivo preciso: quello di portare sotto il controllo politico anche l’azione dei magistrati. È proprio perché la nostra Costituzione dice che la legge è uguale per tutti che servono magistrati e serve una giustizia autonoma che non risponda a questo o quel potere politico, ma che risponda solo al rispetto della legge“.
Landini sul referendum
Landini ha poi proseguito il suo discorso sul referendum: “Questo referendum non c’entra assolutamente nulla col far funzionare meglio la giustizia. E noi siamo qui per dire che il nostro problema non è limitare l’autonomia o l’indipendenza della magistratura, il nostro problema è far funzionare la giustizia che non funziona. Ad esempio, se il governo non prende nessun provvedimento, a giugno 12mila lavoratori precari assunti con il Pnrr e che in questi mesi hanno dato un contributo importante, vengono lasciati a casa. Così come da anni c’è mancanza di posti. Bisognerebbe fare investimenti sia in personale sia in tecnologie, e da questo punto di vista invece siamo al vuoto più totale“.